STUDIO MIRAI

One Shot

Episodio #19 - Prossimamente

In questo one shoot leggerete alcuni pezzi del terzo volume di Tara Tazi©, del primo volume di Silvia Ari© e infine del prologo della nuova serie: Evergreen tales: Diana fox 2°



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Episodio #19
Prossimamente

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TARA TAZI:

- Entra pure Ser Fish. - Rispose lei e in quel momento la porta si aprì e si vide un pesce rosso imperiale con il corpo rosso sull'arancione, occhi neri, capelli corti castani, pinne lunghe ( mani ) sull'arancione, cosi come la coda (gambe) che ha anche delle piccole strisce nere ad ogni riga della coda. Indossa un capello a cilindro nero, un monocolo sull'occhio sinistro con montatura d'oro e cordina argentata. Bastone nero con impugnatura sferica in madreperla. Indossa una camicia bianca e cravatta blu scuro, un gilet nero con sull'unica tasca a sinistra spunta una catenina d'orata. Sulle spalle ha una giacca marrone scuro, pantaloni e mocassini neri.  Lui disse mentre si massaggiava il muso. - Eccomi di ritorno Lady Tazi, ho buone notizie.
- Quali ? - Domandò lei guadandolo con serietà. Lui tirò fuori dalla tasca della giacca, una cinta verde scuro arrotolata e disse contento. - Con questa non avrete più problemi di intemperie.
- Grazie, ma non voglio teletrasportarmi nel museo. Mi piacerebbe fare una passeggiata verso il museo. Non, apparirci al suo interno.
- Vi state confondendo. Questa cinta è vecchia tecnologia Alermariana. - Si avvicinò dicendo. - Lasciate che vi mostri. - Quindi mise la cinta intorno alla vita della levriera e continuò. - Ecco milady. Ora, premete e tenete il vostro dito sul lettore fino all'attivazione. - La levriera seguì il suo consiglio e i sentì. - \ Inizio ricezione del nuovo proprietario in corso.... / - E dopo poco. - \ Ricezione avvenuta. Benvenuto nello Sheld 2043. /
- Conosco questa marca. Faceva campi di forza portatili. - Rispose lei osservando la cintura e al fianco destro c'era un piccolo lettore di impronte rettangolare.
- Esattamente Milady. Ora grazie a quella cinta, non avrete più problemi di bruciarvi la pelliccia con la neve terrestre.

Il taxi arrivò ai piedi del museo mentre la nevicata proseguiva leggermente più copiosa. Dalla torretta del taxi uscì da prima Ser Fish che disse porgendo la pinna.
- Si faccia aiutare Milady.
- Grazie Arthur. - Rispose lei che uscì dal mezzo e attivando lo scudo, scese dal carro armato e iniziò a salire la scalinata che portava all'ingresso del museo. Lei si fermò davanti l'ingresso coperta dal "tetto" del museo, e si voltò verso il taxi dicendo all'accompagnatore dopo aver tirato fuori un megafono da dietro la schiena.
- \ Corra subito al riparo. Non vorrei che la neve vi faccia molto male. /
- Non si preoccupi Milady, ci sono abituato. - Gridò lui e dopo aver pagato il tassista buttando dei crediti dentro la torretta, si allontanò dal mezzo e disse mentre salì i lunghi gradini che portavano all'ingresso del museo. - Ma voi andate avanti. Non vorrei che perdiate l'iscrizione per colpa mia.
- Non si preoccupi. Mi sono iscritta tempo fa. Ma seguirò lo stesso il vostro consiglio, vi aspetto all'interno. - Rispose la levriera che entrò nel museo.

All'esterno del museo. Si videro arrivare le due volpi, Aaron disse dopo che scese.
- Io do un'occhiata dietro le quinte del concorso, tu intanto perlustri il resto del museo.
- Prima entriamo, non vorrei bruciarmi la pelliccia. - Rispose Dayna e entrambi corsero
al riparo. Dopo essersi salvati dalla neve, la volpina disse al fratello. - Questo è il piano, ci divideremo il museo esattamente in due. Io prendo la zona dove c'e anche il concorso, tu l'altra metà, capito ?
- Perchè non posso prenderla io la parte del concorso ?
- Perchè non ti farebbero entrare dietro le quinte. Ma per me è diverso potrei benissimo decidere di partecipare senza destare sospetti. Perciò non insistere fratello e entriamo. - E pensò preoccupata. - " Speriamo di trovare quella poveretta prima che sia troppo tardi. " - Lei superò l'ingresso del museo seguita da suo fratello.

SILVIA ARI

Ci troviamo all'interno del bar "The Vixen Hole." il bar è in questo modo: L'entrata
è posta al centro del lato sud. Ai fianchi dell'ingresso c'erano due librerie, piene di
riviste femminili. Il lato est ha due porte per i bagni con la particolarità che è solo
per le ragazze. Il lato ovest ha tre tavolini quadrati con quattro sedie per tavolo. In
fondo al lato nord c'e un bancone un po' piccolo che non prendeva tutto il lato, sul
frontale al centro di esso c'era l'insegna del bar che era rappresentato da due bicchieri
rosa incrociati e in diagonale c'e la scritta nera. " The Vixen Hole. " Mentre di fronte
al bancone ci sono 3 sgabelli di legno multicolore. Il pavimento è composto da
piastrelle rosa pastello piuttosto lucidate a specchio. Mentre all'interno del soffitto
ci sono dei faretti spenti. Il bar era stranamente deserto a parte la barista che si trova
dietro il bancone. Lei è una san bernardo con pelo bianco e macchie marrone scuro,
occhi rosso chiaro, capelli mimetizzati con il pelo. Zampe bianche con macchie
marrone scuro, punta del naso nera. Indossa una maglia con maniche corte bianca
con sullo sfondo due bicchieri rosa incrociati e in diagonale c'e la scritta nera.
" The Vixen Hole. " Alle orecchie indossa un paio di orecchini a clip che
rappresentano due bicchieri rosa incrociati con bordi neri. Gonna corta di jeans e
una cinta di colore bianco con a destra c'e agganciato un barilotto di legno con un
piccolo rubinetto dorato nella parte frontale del barilotto. Lei sta pulendo alcuni
bicchieri mentre Tara si avvicinò al bancone. La barista le chiese.
- Benvenuta, ordinate qualcosa ?
- Sto cercando lavoro, avete bisogno di qualche cameriera ?
- Vi siete rivolta al bar sbagliato. La nostra clientela è prettamente femminile. - Disse
lei e continuò pensierosa. - Prima del cambio di clientela potevate aiutarci, ma
adesso. - Poi si chiese. - Anche se, pensandoci bene, potrei chiedere alle clienti se le
piacerebbero essere servite da delle cameriere. Ma non ci metto la zampa sul
fuoco. - Disse infine guardandola.
- Capisco Stefy. - E pensò. - " Ora mi spiego la minaccia del capitano. "
- Come fate a conoscere il mio nome signorina ? - Domandò la san bernardo piuttosto
sorpresa.
- Non mi riconosci ? - Domandò lei leggermente sorpresa.
- Non mi sembrate un muso familiare, vi dovrei conoscere ?
- Sono io. Tara.
- Tara ? Sei proprio tu ? - Domandò stupita.
- Si. Sono in incognito per la missione che inizierà fra un qualche Rò. Mi chiamerò
Silvia Ari, mi raccomando, non dire a nessuno ciò che ti ho detto.
- Tranquilla Tara, anzi, Silvia. Con me il tuo segreto sarà al sicuro. - Disse seria e
continuò. - Ti offro una sion soda per augurarti buona fortuna.
- Grazie Stefy. -  Disse lei e continuò. - Se non ti da fastidio, vorrei testare il
mio nuovo aspetto.
- E come ?
- Le tue clienti faranno da cavia. Vediamo se mi riconoscono. - Rispose lei sorridendo.
- D'accordo Silvia. Ma conoscendole non penso che ti riconosceranno.
- Lo vedremo. - Disse lei che si sedette su uno sgabello e rimase ad attendere le clienti.

- Ciao sorella. Ehm.. - Iniziò lui voltandosi verso di lei leggermente impacciato.
- C'e qualcosa che non va, Aran ? - Domandò dubbiosa.
- Ecco, come posso dirtelo. - Iniziò lui e continuò guardandola seriamente. - Non partiamo più.
- Come sarebbe a dire che non partiamo più ? - Domandò la volpina piuttosto incredula.
- Ciò che ho detto sorella. Non partiamo più.
- Ci sarà un motivo valido per cui non partiamo. - Disse seria.
- Certo. - Iniziò lui in quel momento dalla porta a sud entrò una scorpiona antropomorfa di colore marrone scuro, occhi rossi, coda nera e punta del pungiglione bianca. Ha 4 gambe con estremità inferiori a punta e due braccia con chele al posto delle mani, capelli a caschetto biondo scuro. Indossa un top blu e gonna ampia bianca, non indossa scarpe. Lei andò dalle volpi dicendo contenta. - Finalmente si ritorna a casa.
- Mi dispiace amica. Ma.. - Iniziò la volpina e lei disse con sguardo serio. - Ma.. Cosa
Diana ? - Poi guardo Aran e gli disse. - Dimmi che non hai combinato un'altro casino.
- Nessun casino e solo...
- Scommetto che è coinvolta Vanessa. - Disse seria la scorpiona e continuò. - Se fossi
ancora il mio volpino, sarei gelosa di lei.
- Come hai fatto ad indovinare Schira ? - Domandò sorpreso Aran.
- Come dicono su quel pianeta primitivo. Direi intuito femminile. - Iniziò Diana e
Schira continuò. - Più precisamente è logica. Stranamente tu sei molto colpito da
quella doberman, come se fosse la tua nuova ragazza. - E domandò guardandolo con
furbizia. - Non è che Violet avesse ragione ? - [ Rif. Diana Fox FS 11. NDR ]
- Ma cosa vai a pensare. - Rispose lui imbarazzato.

Teresa e Silvia uscirono dalla pensione ma non da sole, con loro c'era anche Elisa. Quest'ultima indossa una camicetta con maniche corte rosata, gonna ampia nera con bordo inferiore bianco, scarpe con tacco nere. Porta a tracolla una borsetta celeste con apertura a clip a forma di nuvola bianca. La volpina quasi albina chiese a Sivia.
- Dove vorresti andare ?
- Non saprei. Cosa c'e da visitare in questa cità ?
- Vediamo.. - Iniziò Elisa e continuò. - Che dici Teresa se andiamo in anticipo al bar ?
- Sei matta ? Cosi se ci vede, ci obbliga a vestirci e rimanere a lavorare.
- Vero.. uhmm.. Che ne dici se andiamo a trovare Giada Mirai ?
- Voi conoscete Giada ? - Domandò stupita.
- E chi non la conosce ? E' piuttosto famosa tra gli alermariani.
- So che è famosa, ma non pensavo che voi la conosceste di persona.
- Di persona no, ma un paio di volte si è fermata nel nostro bar insieme a sua sorella Ametista.
- E' la proprietaria del bar non ha per caso... - Iniziò la levriera.
- Si. Ha tentato, ma lei non poteva è obbligata a lavorare nella sede dello Studio Mirai.
- Obbligata ?
- Si. - Iniziò Elisa e continuò. - Si vocifera che il proprietario abbia lasciato la sede
nelle sue zampe e si sia trasferito in un'altra città.
- Cosa !!! - Disse stupita Silvia e domandò. - Ma sarà vero ?

EVERGREEN TALES: DIANA FOX 2°

Ci troviamo all'interno di una foresta con alberi dal tronco grigio e foglie lievemente
grandi. Ogni foglia può avere uno dei seguenti colori: Rosso, giallo, verde, nero.
Vediamo camminare attraverso gli alberi su una stradina improvvisata. Una cucciola
di volpe antropomorfa con pelo quasi totalmente bianco, con punta del naso, punta
della coda, e capelli a caschetto, neri. Occhi celesti. Indossa una camicetta bianca,
gonna ampia rosa, calze bianche e scarpe senza tacco rosa. Sull'orecchio destro indossa
l'orecchino con base ad anello, catenina e un ciondolo piatto che ha la forma di un libro
marrone scuro e sull'angolo superiore destro sta posata una farfalla con le ali colorate in
quattro sezioni. L'ala sinistra e composta dai colori celeste e bianco, mentre l'ala destra
ha i colori rosa e argento. La cucciola guardò con stupore i vari animaletti che si
trovavano sopra ad alcuni rami, questi animaletti sono simili a dei uomini in miniatura,
il loro volto e' composto solo da un'occhio, mentre sulla loro testa cresce un cappello
tipo fungo, di vario colore. Alcuni di essi stavano dormendo appallottolati come i
gatti, altri invece camminavano a 4 zampe tra i rami. La piccola continuò a camminare
senza notare che si stava perdendo. Ad un punto si fermò e si guardò intorno per poi
dire.
- Mamma. Papà, fratellino, dove siete ? - Iniziò ad avere paura e quei animaletti che da
prima la stupivano, adesso le incuterò timore e lieve paura. Continuò la sua camminata piuttosto timorosa, voltando il suo sguardo prima a destra e poi a sinistra. Sentì in lontananza un rumore e lei domandò. - Sei tu, papà ? - Iniziò a tremare lievemente e proseguì la sua camminata finchè, uno dei animaletti decise che i suoi capelli fossero un buon posto per dormire, quindi saltò giù dal ramo e fini sopra la testa della cucciola. Sentendo questo peso sulla sua testa, si spaventò a morte o quasi, corse via più veloce della luce mentre l'animaletto tentò di aggrapparsi ai capelli tentando di non venir sbalzato dal veicolo in corsa. Ma non ci riuscì, perciò saltò verso il più vicino tronco e osservò la volpina allontanarsi di corsa mentre urlava dalla paura.

Tempo dopo a Ostik, la città era un misto di case di pietra e altre con legno preso dalla foresta vicina. L'albergo da cui usci il gruppo delle tre volpi e una gatta, era fatta di legno a 5 piani. La porta  d'ingresso era a due ante trasparenti. Fu Vicky che indossava una camicetta senza maniche blu chiaro, gonna corta bianca e stivaletti corti neri, che parlò.
- E ora, cosa facciamo Diana ? - La volpina indossava una maglia senza maniche rosa chiaro, pantaloni bianchi, non indossa scarpe ma all'orecchio destro indossa il suo solito orecchino. Rispose alla gatta. - Ci dividiamo, noi due andiamo alla ricerca di una biblioteca. Devo sapere di più sulla statua di Angus. Voi volpini invece, informatevi al solito modo. Fra due Ro ci incontriamo qui e ci scambiamo le informazioni raccolte davanti ad una buona coda di volpe.
- Come vuoi sorella. - Rispose Aran che indossa dei jean's neri. Stivali marrone scuro, e maglia con maniche corte bianca. Lui prese di peso Arty che indossa una camicia verde scuro, pantaloni blu, non indossa scarpe. E lo portò via. Diana disse alla ragatta di suo fratello. - Da dove pensi che dobbiamo iniziare ?
- Direi dalla reception. Sono certa che loro sapranno sicuramente se esiste una biblioteca in città.
- Magari una rifornita come la Sage Fox, vero amica mia ? ( Rif. prima serie.)
- Già. Direi che un pò mi manca. - Iniziò Vicky e continuò. - Che ne dici se prima di iniziare la ricerca, non chiamiamo Scotty ?
- Non abbiamo molto tempo da perdere. - Iniziò la volpina e continuò. - Tu, chiama Scotty mentre io chiedo informazioni, va bene ?
- Grazie Diana. - Rispose lei e entrambe entrarono nell'albergo.

Ci troviamo all'interno di un giardino lussureggiate. Qui vediamo passeggiare una
cucciola di volpe con pelo quasi totalmente bianco, con punta del naso e punta della
coda neri, capelli a caschetto neri. Occhi celesti. Indossa una camicetta rosa pastello,
gonna ampia rosa, calze bianche e scarpe senza tacco rosse. In quel momento si sentì chiamare. Lei disse.
- Sono qui mamma. - E si sedette ad una panchina di colore bianco li vicino. E lei
vedendo in lontananza sua madre che indossa un abito composto da busto e gonna
ampia rossa con ricami dorati. La piccola alzò la zampa sinistra dicendo. - Sono
qui !! - Lei arrivò sorridendo con le due zampe dietro la schiena mentre disse. - Ecco
la mia cucciolotta preferita.
- Dai mamma, lo sai che sono l'unica. Mio fratellino è un maschio, non può essere una cucciolotta. - Poi ci pensò e disse contenta. - No !! Non dirmi che dietro di te c'e la mia sorellina.

Camminarono un bel pò in mezzo ai alberi. Alcuni di essi veramente alti. Il gruppo si meravigliò della vegetazione e dei versi di animali che sentivano. Tranne la lupa Elari che non perse d'occhio il colibrì e il panda sempre pronta ad attaccare se qualcosa andava male. Diana chiese.
- E' ancora distante ?
- Tranquilla sorella, stiamo per arrivare. - Rispose lei e dopo aver attraversato una siepe piuttosto alta disse. - Eccoci qui sorella di coda. - Anche gli altri sbucarono dalla siepe e videro una cosa mai vista prima, nei loro viaggi su huranim. Era un villaggio in mezzo alla natura con capanne costruite sopra gli alberi e ponti di collegamento. C'erano delle strade di terra battuta che collegavano l'ingresso della città ad alcune capanne che si trovavano al livello del suolo. L'ingresso alla città era composto da due alberi e al centro un insieme di liane poste orizzontalmente e un collage di foglie che formavano delle lettere. Tutte le lettere formavano il nome della città. All'inizio Fenni si fermò in mezzo ai due alberi e si voltò verso il gruppo poi disse.
- Benvenuti a Evergreen. - Si inchinò mentre la sua unica ala si aprì. L'interno dell'ala
era di piume di colore bianco con punte nere. Le due volpi nonchè parenti di lei, erano ancora straniti nell'osservare quell'ala e Diana pensò. - " Spero di farci l'abitudine al più presto. " - Fenni sollevò il busto e ordinò. - Ubi, Eddy, mettete tutti al corrente. Mentre io li porto dal nostro sindaco.