STUDIO MIRAI

Tara Tazi Rewrite

Episodio #4 - L'incontro con Molly

Tara Tazi riceve l'ordine dal suo superiore di trovare una banda di falsari alieni. Viene mandata sulla Terra in incognito e qui fa la conoscenza di alcuni alermariani e riceve anche una brutta sorpresa, quando l'edificio in cui sui svolgeva il concorso risultò demolito. Decide di ascoltare le dicerie e programmare una visita a questa mula.



Tara Tazi Rewrite
Episodio #4
L'incontro con Molly

Vediamo la levriera/poliziotta in incognito, perlustrare con un pò di fatica la città, anche se l'ia Kyara faceva di tutto per aiutarla, ma la sua proprietaria non riusciva tanto a districarsi tra quelle vie. Tantè che la vediamo appoggiarsi ad un muro di un edificio grigio, era vicino all'angolo dell'edificio. Lei disse un pò stanca. - Pensavo che passeggiare senza metà, mi avrebbe schiarito le idee sul da farsi, almeno è questo ciò che mi succede durante le passeggiate a Dark Fox, ma qui.
- \ Ma Dark Fox è la vostra città, ovvio che conoscete tutte le vie e i luoghi. Questa città aliena è completamente differente. /
- L'ho sto notando Kyara. Ora che ci penso, credo sia giunto il momento di chiamare Brink. - E disse a bassa voce. - Cosi ho una scusa per passare inosservata.
- \ Mi metto in contatto con Nozo. / - Rispose l'ia e dopo poco disse. - \ Le coordinate son state recepite, dovrebbe arrivare dopo aver lasciato il cliente alla sua destinazione. /
- Lo aspetteremo qui, cosi mi riposo un pò. - Rispose lei e attese osservando i passanti che la guardarono in modo strano. Forse per via della volpina sulla spalla o che dietro di lei c'era un falco antropomorfo con piume di colore marrone chiaro e bianco, becco quasi giallo, capelli un po' lunghi marrone scuro quasi neri, occhi neri. Indossa una maglia senza maniche nera, blu jeans non indossa scarpe anche perchè con gli artigli che si trova non credo potrebbe indossarle. ^^; Sulla schiena porta uno zaino grigio con un'unica apertura a cerniera. Lui le disse. - Mi scusi. - Lei si voltò spaventandosi leggermente e disse. - Mi scusi, non vi ho sentito arrivare. - E pensò. - " Si vede che questa passeggiata mi ha scombussolata. "
- Mi sembra normale, sono appena atterrato un pò distante da qui.
- Ora capisco - E chiese. - Perche siete atterrato in questa via ?
- La mia destinazione è proprio dietro l'angolo. E poi, su questo pianeta non vedono di buon occhio noi.
- Noi Alermariani ? - Domandò lei con curiosità.
- Non la razza, ma chi ha il dono del volo come me. Ma non sono gli umani che ci odiano, bensi la nostra stessa razza.
- Questo è molto strano. Sul mio pianeta non c'e questo odio nei vostri confronti. Anzi, c'e un pò di invidia.
- Quindi certamente non provenite da Aler Anim I.
- Strano, sapevo che quel pianeta...
- Oltre ad essere ciò che stavate per dire, non vede di buon occhio anche chi ha il dono della nostra specie. Siamo una minoranza su quel pianeta, per questo ci odiano.
- Ma è molto strano, so che in passato la vostra specie li ha aiutati.
- Già. Ma son trascorsi molti giò da quei tempi. E le buone azioni si dimenticano in fretta.
- Anche questo è vero. - Disse lei pensierosa, poi uscì dalla viuzza facendo passare il falco e lui disse. - Vi ringrazio. - Ma vedendo la piccola folla di umani e alermariani che si era radunata disse a bassa voce. - Non credo di poter andare a destinazione.
- Perchè no ?
- Non notate i fan che abbiamo ? Se ci andassi ora.
- " Potrebbe essere boicottata da altri clienti. " - E disse. - Anche se non è giusto. - Poi domandò guardandolo. - Se ci andassi io ?
- Di certo non adesso, farebbero una semplice operazione di riscontri oggettivi. - Disse serio.
- " Ha ragione. " Come posso aiutarla ? - Domandò lei mentre entrambi si incamminarono verso il fondo della via.
- Potrei dare le informazioni alla vostra Ia mobile.
- \ Kyara per gli amici. /
- Si, la vostra ia Kyara. - Disse lui e continuò. - Ora scusatemi ma devo prendere il volo. - E sorrise prima di prendere letteralmente il volo e si allontanò sparendo all'orizzonte. La poliziotta pensò. - " Che strano incontro. " - Si impaurì leggermente pensando. - " Che sia uno dei falsari ? Possibile che mi abbiano scoperta ? E come ? "
- \ State tranquilla proprietaria. Ho già controllato tutto. / - Disse seria Kyara.
- Il risultato ?
- \ Niente di strano. tutto nella norma. /
- Uhm.. Verificherò più tardi i tuoi risultati, ora però aspettiamo il nostro contatto Brink. - Quindi ritornò sui suoi passi si senti chiamare. - Levriera Tara !!! - Lei si voltò e si sorprese nel vedere chi la stava chiamando. Si stava avvicinando di corsa una gatta con pelo e orecchie nere, occhi violetti, capelli corti a caschetto rossi, coda nera con punta bianca, punta del naso nera. Lei indossa una maglia scollata con maniche lunghe rosa, gonna corta e stretta nera, stivaletti con tacco bianchi. Alle orecchie indossa dei orecchini argentati a forma quadrata. Tara pensò nel vederla arrivare. - " Chi è questa ? Anche se ha un muso vagamente familiare. " - Poi disse appena arrivò davanti a lei. - Non credo di conoscervi, chi siete ?
- Mi chiamo Violet Kitting, e porto un messaggio da Dayna.
- Ah, la proprietaria della pensione. Se volete riferirmelo.
- Davanti a tutti i presenti ? - Domandò la gatta leggermente stupita.
- " E se fosse un messaggio di Vanessa ? " - Pensò lei e disse. - Avete ragione. In questo caso potete trasferire il messaggio alla mia ia portatile.
- Mi dispiace, ma non ho IA portatili, non sono a mio agio con quelle cose.
- \ Non siamo cose !! / - Disse Kyara leggermente incavolata.
- D'accordo. Vorrà dire che dovremmo usare un metodo molto antico. Andiamo dove non ci può sentire nessuno.
- Ho il posto giusto levriera.
- Chiamatemi semplicemente Tara.
- D'accordo Tara. Seguitemi. - E la poliziotta in incognito seguì la gatta.

Percorsero un bel pò di tragitto fino ad arrivare davanti ad un edificio a 5 piani che si trovava al centro di un piccolo spiazzo. Lo spiazzo era circondato da altri edifici che gli davano le spalle e nessuna strada che collegava lo spiazzo con le altre vie era percorribile con l'auto. In effetti quelli che andavano verso l'edificio, usavano il mezzo più antico dell'intero universo. Le proprie zampe o gambe per gli umani. L'edificio al centro era fatto di metallo con un ingresso a 5 porte da cui usciva musica ad alto volume, e tra le finestre del primo e secondo piano c'era un'insegna fatta da led luminosi e abbastanza grande in cui si leggeva la scritta: " The panchiko paradise. " All'estremità sinistra della parola c'era un cabinato di pachiko, mentre all'estremità destra, tre bigle argentate
messe in fila a grandezze differenti, come a simulare la discesa di una sola biglia. La levriera disse tappandosi le orecchie e gridando.
- CHE POSTO E' MAI QUESTO ?
- E' l'unico posto in cui nessuno ci potrà sentire. - Disse la gatta con voce naturale e lei ci capì a mala pena. Poi chiese. - COSA VOLEVA DIRMI LA VOLPINA DAYNA ?
- Ora che ci penso meglio. Ho fatto una stupidaggine, ma perchè vi ho portato qui ? Chissà a cosa stavo pensando.
- FORSE HO CAPITO, C'ENTRA L'ORARIO DELLA CENA HO INDOVINATO ?
- Hihihi già. Eppure mi ha fatta correre come una stupida per l'intera città solo per comunicarvi che la cena sarà pronta fra una decina di minuti. Che gatta stupida che son stata.
- MA VI RINGRAZIO LO STESSO DELL'INFORMAZIONE, SARA' MEGLIO ANDARE KYARA.
- \ Ho già avvisato Nozo della vostra nuova ubicazione in città. Arriverà tra poco. / - Rispose l'Ia
- GRAZIE KYARA. - Quindi si allontanò mentre la gattina decise di entrare nell'edificio.

Una volta uscita da uno dei vicoli e affacciatosi in una delle vie principali dove non c'era quella musica ad alto volume, la levriera disse alla sua Ia.
- Spero di fare in tempo, sono curiosa si assaggiare il cibo di questo pianeta.
- \ Perciò terminate già la visita alla città ? /
- Assolutamente no. Faccio una semplice pausa, ma stai sicura che non dimentico il mio compito da turista. - Disse seria e in quel momento parcheggiò davanti lei un taxi familiare e la porta del passeggerò si aprì e si vide Brink che disse. - Avete chiamato il vostro cavaliere ?
- Piu o meno. Devo ritornare alla pensione.
- Saltate su, vi ci porto in un lampo. ^_^ - Rispose lui sorridendo, la levriera entrò nel taxi e dopo che si chiuse la porta, il mezzo partì verso la sua destinazione.

Ci troviamo nella hall della pensione e Tara si avvicinò alla reception domandando.
- Ho fatto tardi ?
- Non tanto, potete prendere posto. - E mentre si stava allontanando la volpina
chiese. - Violet vi ha incontrata ?
- Si, altrimenti non sarei venuta a pranzare.
- Allora dovrò ringraziarla per il lavoro svolto. Ma non voglio farvi perdere altro tempo signorina Tara, altrimenti rischiate di perdere la cena.
- Vi ringrazio signorina Dayna. - Quindi si stava incamminando quando la volpina la fermò chiedendo. - Scusate, ma siete certa di entrar con quei abiti ?
- Si, perchè ?
- Il cliente ha sempre ragione, no ? - Disse lei facendo un lieve sorriso e la levriera non capì l'ultimo scambio di battute e aprì la porta entrando nella stanza successiva.

Appena aperta la porta si trovo in una stanza enorme ma in linea di stile con l'intera pensione, in effetti lo stile della stanza sia i tavoli, le sedie, le pareti, i quadri appesi, le lampade a muro, avevano uno stile inglese dell'epoca vittoriana. La stanza era già leggermente affollata di clienti della pensione. Tantè che notò anche le spalle della pipisterlla che aveva visto qualche tempo prima alla reception. Lei si guardò i vestiti pensando.
- " Forse era meglio che mi cambiavo d'abito. " - In quel momento le sue narici sentirono l'odore della cena e disse. - Che vuoi che mi succeda se non mi cambio d'abito ? - E pensò. - " Certamente non salterà la mia copertura. Giusto ? " - Quindi guardò la stanza e si incuriosì su un paio di quadri che vide appesi nel muro piu lontano della stanza e pensò. - " Mi piacerebbe darci un'occhiata. " - E alle sue spalle si senti una voce maschile che disse con tono inglese. - Mi scusi lady, vi sentite bene ?
- Eh, cosa ? - Iniziò lei che si voltò e si stupì leggermente nel vedere chi le aveva parlato. Era un'alermariano di pesce rosso imperiale con il corpo rosso sull'arancione, occhi neri, capelli corti castani, pinne lunghe ( mani ) sull'arancione, cosi come la coda (gambe) che ha anche delle piccole strisce nere ad ogni riga della coda. Indossa un capello a cilindro nero, un monocolo sull'occhio sinistro con montatura d'oro e piccola corda argentata. Bastone nero con impugnatura sferica in madreperla. Indossa una camicia bianca e cravatta blu scuro, un gilet nero con sull'unica tasca a sinistra spunta una catenina d'orata. Sulle spalle ha una giacca marrone scuro, pantaloni e mocassini neri. Lei disse. - Mi scusi non volevo.
- L'importante è che stiate bene.
- Grazie signor.
- Non credo che ha Miss Dayna farebbe piacere che conversassimo, ostruendo il passaggio all'unica sala da pranzo.
- Avete assolutamente ragione. Sono proprio una sciocca. - Rispose lei che entrò nella stanza seguita dal nuovo arrivato. Entrambi decisero di cenare insieme anche perchè la levriera era incuriosita da quel strano personaggio. Nel suo pianeta non le era mai capitato di vedere un abitante di quella specie. Si misero seduti ad un tavolo uno di fronte all'altra. Lui le disse.
- Cosa prende milady ?
- Non ne ho la più pallida idea. - Rispose lei sorridendo imbarazzata.
- Lasciate fare a me, non vi deluderò. Ah, che sbadato. Mi chiamo Ser Fish, ma per gli amici Arthur.
- Piacere di conoscervi, mi chiamo Tara, solo Tara. Mi trovo qui...
- Come modella. Lo so.
- Come fate... - Iniziò sorpresa.
- Logico, una bella lady come voi, avendo attraversato lo spazio per stabilirvi momentaneamente su questo pianeta.. Non potete che essere una modella. Anche perchè è notizia di pochi giorni fa. La demolizione dell'edificio dove si doveva tenere il concorso di bellezza.
- Come avete fatto a capire che sono appena arrivata ? - Disse sorpresa.
- Se eravate qui da un bel pò di tempo non portavate la vostra ia domestica con voi. Molti Alermariani si sono cosi abituati al ritmo di questi alieni che per certi versi son diventati come loro. Specialmente gli Alermariani di terza generazione.
- Capisco signor Arthur. - Lui si alzò e prima disse. - Mi scusi. - E andò ad un lungo tavolo imbandito posto sul lato in fondo alla stanza, lei lo guardò pensando. - " Strano che abbia indovinato la mia copertura. Che sia un nemico della mia missione ? " - Dopo poco, ritornò portando una ciotola con un brodo verde e qualche alga che spuntava dal brodo e si appoggiava sul bordo della ciotola. Aveva nell'altra mano (pinna) un piatto con sopra vari legumi disposti in modo da formare una coda. Lui mise il piatto davanti alla levriera dicendo. - Ecco a voi madame.
- Grazie signor Arthur. Ma.. Cosa è ? - Domandò lei guardando il piatto e lui dopo essersi seduto con davanti la ciotola disse sorpreso. - Mi stupite. Non riconoscete il piatto da fast food tipico del nostro pianeta ?
- Ora che mi ci fate pensare... Si. Che sciocca, non pensavo che anche su questo pianeta si cucinasse la coda di volpe. - E pensò. - " Specialmente se la proprietaria di questa pensione è una volpina. " - Lui iniziò a bere il brodo usando un cucchiaio mentre lei osservò con curiosità i quadri appesi, lui si fermò dicendo. - Scommetto che volete saperne di più su quei quadri.
- Sono affascinata dall'arte aliena.
- E chi non ne è affascinato. - Rispose lui non guardandola e continuò. - Forse potrei darvi una bella notizia che relazioni la vostra passione con l'aver non fatto un viaggio a vuoto.
- Siete a conoscenza di un altro concorso di bellezza ? - Domandò stupita.
- Si. Anche perchè il luogo dove si svolgerà è molto particolare.
- Particolare ? - Domandò lei con curiosità.
- Si Milady. Si svolgerà all'interno del museo cittadino. Anche se riflettendoci meglio, non è proprio una cosa insensata, la bellezza dell'arte che si confronta con la bellezza aliena. Ha un che di logico, non siete d'accordo ?
- Si. Sia l'arte che la bellezza si mostra davanti agli occhi dei appassionati. - Disse pensierosa.
- Esattamente. Il luogo sarà insolito per molti che non abbinano questa logica. Anche perchè fino ad ora, su questo pianeta, questi concorsi si svolgevano sempre in luoghi non pubblici come se la bellezza non è di pubblico dominio.
- Avete ragione signor Arthur. - Poi chiese leggermente imbarazzata. - Vi piacerebbe accompagnarmi ?
- Intendete partecipare al concorso e vi serve uno che vi da crediti.
- Si. Sono appena arrivata come del resto avete dedotto, e non ho amici che possano aiutarmi in quel senso.
- Vi aiuterò ben volentieri. E continuando con l'argomento della bellezza, avete mai visto la neve ?
- Neve ? Che roba è ? - Domandò lei con curiosità.
- \ Un fenomeno atmosferico che avviene in periodi prestabiliti su questo pianeta, specialmente in particolari condizioni. / - Disse l'Ia.
- Grazie Kyara. - Iniziò lei e disse ad Arthur. - No, mai vista. Come è fatta ?
- Potete vederlo con i vostri occhi miss. Basta che guardiate attraverso la finestra alle mie spalle. - Lei osservò alle spalle di lui e vide la finestra che era posta sul muro e qui si videro scendere dei fiocchi di neve, per la precisione i cristalli di neve. A grandezza di 1 cm. Lei si alzò dicendo. - Questa neve mi ha incuriosita, volete scusarmi.
- Ma certo. - Rispose lui mentre continuò a sorseggiare il brodo che si era preso. Lei osservò la neve attraverso la finestra.

Nevicava fuori dalla sua stanza mentre l'ia era buttata sul letto. Lei continuò ad osservare la neve lievemente rapita. L'IA chiese.
- \ La vostra missione si ferma qui per oggi ? /
- No, devo solo cambiarmi per meglio adattarmi a questo clima alieno.
- \ Lo avete detto già quasi mezzo rò fà eppure da quando siamo rientrate in questa stanza non siete più uscita. Quel poveretto si aspettava di accompagnarvi subito dopo la cena invece. /
- E invece nulla, ma domani sarò piena di energie per iniziare ad investigare all'interno del museo.
- \ Come dite voi mia padrona. Spero solo che questo clima smetti al più presto. /
- Per quale motivo vuoi che termini questo evento alieno ?
- \ Siete come.. Fuori dal vostro corpo. La vostra attività motoria si è drasticamente ridotta da quando è iniziato questo evento. /
- Questo perchè sto ammirando la bellezza aliena. Non noti che questi cristalli alieni hanno un fascino dell'esotico o meglio, dell'alieno ?
- \ Ma non dovete distrarvi, voi siete qui per concludere una missione. /
- Sotto la copertura di una concorrente di un concorso di bellezza che si doveva svolgere nell'edificio che hanno distrutto poco prima che arrivassi.
- \ Esatto. Quindi rimanete con le zampe per terra e concentratevi sulla missione. /
- Credi che non lo stia facendo Kyara ? Ho già escluso quell'essere dai sospetti.
- \ Chi ? La mula ? /
- Esattamente. Anzi, ha dato una grossa zampa ai falsari. Se non fosse per quella distruzione non avrebbero pensato ad un posto veramente insospettabile per vendere arte fasulla.
- \ Intendete il museo ? /
- Certo. Sono sicura che dentro quel museo troverò alcune tele false. Mi brucio la coda se non ho ragione.
- \ Possibile, ma non sicuro. I miei calcoli lo danno per certo al 68%. Mentre l'affiliazione della mula tra i falsari è al 99%. /
- Invece il mio intuito da poliziotta in incognito lo da al 100%. Mentre la mula non è coinvolta con la banda di falsari con la stessa percentuale. E domani, vedrai che troverò dei falsi in quel museo. Ora però, fammi contemplare questo evento.
- \ Come desiderate padrona. Vado in stand by. Arrivederci fra 9 ore. /
- Si, si. - Rispose lei e si voltò osservando dalla finestra i cristalli di neve che scendevano lentamente coprendo la città.

Il giorno dopo... Si vide una schermata trasparente che come sfondo c'era la porta finestra della stanza. A sinistra della porta si iniziò a leggere. " Inizializzazione sistema umi24. F.E.A System Versione 7.14.2 " Dopo di che si senti con tono femminile.
- \ Avvio delle sub routine in corso. Attivazione completa, scansione dell'ambiente. / - Si vide la stanza dall'alto in cui si notava sul letto la statuina della volpe albina. Ma il resto del letto era vuoto. Kyara disse con tono preoccupato. -\ Proprietaria Tara.. Proprietaria Tara. / - Poi disse calmandosi. - \ Consultazione dell'orario alieno. / - E si vide in sovra impressione l'orario che segnava le 10:11 e lei disse. - \ Non avrà mica perso la
colazione ? / - Poi si domandò. - \ Come è possibile che non mi sia riattivata prima ? Che abbia qualche mal funzionamento ? / - La porta d'ingresso si aprì e si vide la poliziotta in incognito che indossa una maglione bianco, gonna lunga nera, e scarpe con tacco basso bianche. Non porta orecchini ne borsetta. Lei disse contenta. - Ci voleva questa colazione. Dayna è proprio una buona padrona di casa. Cioè.. Di pensione. Anche Ser
Fish non è male come compagnia, solo che sentirlo sempre chiamarmi milady, da alla noia dopo un pò. - Alzò le braccia dicendo. - Awwwnn.. Ora prendiamo Kyara e iniziamo la missione. - Quindi si avvicinò alla statuina e Kyara disse. - \ Che strano. Come è possibile che non mi sia riattivata al giusto orario ? /
- Colpa mia. - Iniziò lei uscendo leggermente la lingua, e continuò. - \ Ho disattivato la tua alimentazione fino a poco prima di addormentarmi. Per questo il tuo contatore ha subito un solbalzo. /
- \ Impossibile, la tecnologia di cui son dotata. / - Poi le venne un sospetto e chiese con curiosità. - \ Dite la verità padrona, avete deliberatamente aumentato i Ro in standby. Vero ? /
- Si. Diciamo la verità, quando ti riattivi dal standby parli inutilmente, non puoi riattivarti in silenzio come tutte le macchine primitive di questo pianeta ?
- \ Non posso è nella mia programmazione far ciò. Non posso escluderla. /
- Sei o non sei un Ia ? Quindi puoi benissimo escluderla.
- \ Si, forse avete ragione, ma ho paura. /
- Paura ? Di nuovo il problema di quel chip ?
- \ Se ci faccio l'abitudine potrei pensare di essere disattivata e di star solo immaginando di essere attiva, ma in realtà. /
- Ma non puoi sognare. Sei una macchina, d'accordo che con quel chip hai le emozioni però....
- \ In questo caso non posso farci nulla. Ma parliamo della vostra missione. Dovrò accompagnarvi ? /
- Sai, ci ho pensato durante la colazione, forse hai ragione che quella mula potrebbe essere in associazione con i falsari. Ho chiesto ad Arthur se la conosceva. Lui ha domandato a Dayna che ci ha rivelato dove abitava, ora dovrei solo cambiarmi prima di andare a casa sua.
- \ Ci sarò anch'io, giusto ? /
- Esatto. Ora però vediamo che abiti potrò indossare senza dare nell'occhio. - Quindi andò verso la base molecolare per scegliere l'abito adatto per incontrare la mula.

All'esterno della pensione. Vediamo la levriera che indossa una camicia marrone scuro con bottoni centrali bianchi. Pantaloncini corti di jean's e scarpe con tacco basso nere. Alla sua spalla sinistra si trova la statuetta dove è inserita l'ia Kyara. Al suo fianco c'e Arthur quest'ultimo vestito di tutto punto con gile a dolce vita grigio chiaro, pantaloni e scarpe con lacci, neri. Oltre ovviamente al cappello a cilindro nero e monocolo. Quest'ultimo le chiese.
- Siete certa di voler andare da sola ?
- Si. Non voglio certamente allarmarla. Cosa che succederebbe se andiamo entrambi a farle visita.
- Ripensandoci, credo che abbiate ragione. - E continuò pensieroso. - Una che vive in perfetta solitudine, potrebbe aver sviluppato una certa diffidenza verso gli altri della sua specie.
- Diciamo verso gli altri in generale, sia alieni che alermariani.
- Non per trattenervi, ma non pensate che forse potrebbe essere un tantinello pericoloso ? E poi, ripetetemi di nuovo perchè volete farle visita.
- E' una razza che non ho mai visto prima d'ora. Come dicono su questo pianeta ? Semplice curiosità femminile. - Ci pensò su e chiese. - Dicono cosi, giusto ?
- Se non erro si, milady. - E Tara pensò. - " Da je con questo milady, come se fosse ambrogio il maggiordomo. " - Si stupi e pensò. - " Chiederò a Kyara cosa significa maggiordomo. " - In quel momento arrivò un taxi ben familiare alla levriera. Si aprì la porta del passeggerò e si vide il serpente che disse. - Sono a vostra disposizione signorina Tara. - Lei andò verso la portiera e prima di entrare nel taxi si voltò verso Fish dicendo. - Siamo d'accordo signor Arthur ? Ci incontriamo all'ingresso del museo fra mezzo ro ?
- Ma certamente. Vi aspetterò con ansia. - Rispose lui e la levriera entrò nel taxi, chiuse la portiera e il taxi partì verso la sua destinazione.

Nella periferia della città, in un luogo dove oltre ad alcune strade non tanto percorse, c'erano alcuni appezzamenti di terreni dove abitavano altri umani o alermariani a cui piaceva il contatto con la natura del pianeta. Il taxi guidato da Brink stava percorrendo una di queste stradine quando chiese.
- Non mi avete ancora detto del perchè volete incontrarla.
- Semplice. Voglio chiederle se è stata lei a demolire l'edificio.
- Su non siate sciocca, non bisogna credere a tutte le dicerie che girano in paese. - Iniziò lui e continuò dicendo. - E anche se fosse, non credo che se ne vanterebbe.
- Forse no, ma la mia curiosità mi spinge a chiederlo.
- Ok, signorina Tara, stiamo arrivando. - Rispose il serpente e dopo poco l'auto si fermò davanti ad un ingresso composto da un cancello di ferro verniciato di bianco, mentre ai lati del cancello c'era un muro di pietre non lavorate unite con cemento composto da pietrisco sabbia e acqua. Lei uscì dal taxi e girò intorno all'auto andando verso il lato del guidatore e bussò sul vetro, il serpente abbassò il vetro e chiese.
- Dite.
- Non so per quanto tempo dialogherò con lei, ma di certo non voglio che perdiate altri clienti per colpa mia.
- Ho una soluzione semplice. Io ora vado. Appena avete terminato, mi contattate con la vostra IA. Ok ?
- Ottima soluzione. - Rispose lei e lui le disse. - Allora, arrivederci signorina Tara.
- Arriverderci Brink. E grazie dell'aiuto.
- Non c'e di che. - Rispose lui e l'auto ripartì. La levriera pensò osservando il luogo. - " E ora vediamo di utilizzare la mia esperienza come poliziotta in incognito. " - Ciò che si vedeva oltre il cancello era tutta terra a parte una casupola quasi al centro. Ma non c'era nessuno in vista però si sentivano delle voci provenire da dietro la casupola. Lei pensò. - " Sarà la voce di questa mula ? " - Poi disse dando le spalle al cancello. - Spero
che abbia sentito il rumore del mezzo.
- \ E se non lo ha sentito ? / - Domandò l'IA e continuò. - \ Siamo piuttosto isolati da qualsiasi accesso a cui possa connettermi. A meno che non volete che utilizzi una connessione verso i satelliti primitivi che ci sono su questo pianeta. /
- Hanno satelliti ? Ma è una tecnologia che andava di moda al tempo del padre di mio padre, che diamine.
- \ Siamo pur sempre su un pianeta alieno. / - Rispose Kyara.
- Su questo devo darti ragione. Devo ricordarmi che non mi trovo più sul mio pianeta. - E continuò un pò arrabbiata. - Non vedo l'ora di terminare questa missione. Ma come fanno questi alieni a creare delle belle opere d'arte con una tecnologia così primitiva.
- \ Converrete con me che la tecnologia è solo un mezzo per creare, non il fine. /
- Stupida io che ogni tanto lo dimentico, eppure ho avuto una madre come artista. Ah.. Peccato non aver avuto la stessa passione o abilità.
- Non pensavo che ci sono dei pazzi anche tra gli Alermariani. - Disse una voce femminile molto rude. La levriera si prese un colpo e disse voltandosi. - Mi avete spaventata signor.
- Ma quale signor d'egitto, non vedi che sono una donna come te. - Disse chi aveva davanti, ossia una mula con capelli e pelo di colore marrone scuro, zampe e muso di colore bianco, occhi neri. Indossa una tuta da lavoro di jeans blu e maglia con maniche corte di colore nero. E continuò. - Ma il sesso è l'unica cosa che abbiamo in comune, io certamente non sono una matta che parla con le bambole.
- " Bambole ? " - Pensò lei e chiese alla sua Ia. - Che significa il termine bambole ?
- Ah ho, ma ci sei o ci fai ? Non dirmi che sei appena atterrata su sto pianeta. - Disse l'interlocutrice con tono piuttosto deciso.
- Si. Sono atterrata da pochi rò. Sono sicura di non aver passato nemmeno un giò da quando sono atterrata. Giusto Kyara ?
- \ Bambole, riproduzioni artificiose che rappresentano gli abitanti di questo pianeta. Le dimensioni ridotte fanno si che vengono utilizzati per far divertire le cucciole umane. Stranamente, i maschi non usano queste bambole. /
- Questo non è il tuo pianeta quindi sbrigati ad ambientarti, che qui nessuno vuole sentire nominare questi gio o ro. E mentre ti ambienti, dimmi anche perchè ti trovi davanti al mio cancello ?
- \ Ci troviamo... /
- Lascia parlare me Kyara. - Iniziò Tara e continuò - Mi scusi signora. Ma sono venuta per parlarvi di ciò che avete fatto.
- E cosa ho fatto ?
- Vi siete isolata in questa zona e vedo che ciò non vi fa paura.
- Ho capito. Siete una di quelle che cerca le notizie nei posti più impensabili. Ho ragione ?
- Si. Avete indovinato. Non pensavo foste cosi intelligente.
- Non è ancora nata quella che mi fa fessa. - Disse seria e chiese. - Che storia volete ?
- Una interessante. Non la solita sull'arte agricola.
- Uhm.. Forse ne ho una proprio adatta a voi ma dovete avere tempo per ascoltarla. - Iniziò lei e aprì il cancello. Tara rispose mentre lo attraversò. - Non vedo l'ora di ascoltarvi.
- Anch'io. - Rispose lei che dette un pugno sul muso della levriera facendola mandare in Ko al primo colpo e con Tara priva di sensi, la mula disse. - Te l'ho detto. Nessuna mi fa fessa.

Ci troviamo all'interno della casa della mula o per meglio, nell'unica stanza che compone la casa. La stanza è composta in questo modo: Muri di legno e ai lati un paio di letti a castello. Al centro, un tavolo di legno in cui il piano era composto da metà tronco. Un paio di sedie a completare il tavolo ma una di esse era occupata da una Tara svenuta e legata come un salame con le zampe dietro la schiena. Al centro del lato nord c'e una finestra che da verso l'esterno, e al centro dello stesso lato una porta di ingresso/uscita. Anche al lato opposto si trova una copia della stessa porta. Dalla porta a nord entrarono due ragazze, la mula che ha messo Ko la povera Tara e in sua compagnia c'era una volpina con con pelo nero e centro grigio, capelli lunghi bianchi, punta della coda e delle orecchie rosse, occhi e le zampe di colore rosso, punta del naso nera. Lei indossa una camicia grigia, blu jeans e stivaletti di gomma neri. La volpina disse.
- E anche questa volta hai vinto. Ma prima o poi batterò Gennaro.
- Dovrai cercare meglio se vuoi battere il mio cavallo di razza.
- Forse ho trovato di meglio. Ma la mia sfortuna a voluto che perdessi. Ma prima o poi.
- Lascia perdere May e pensiamo a cose più importanti.
- Se parli di quella che hai steso, cosa vuoi che ne dobbiamo fare ?
- Devo sapere la verità, diceva di essere una giornalista, ma non era vestita da giornalista. Non aveva nemmeno il taccuino da giornalista. Sono sicura che è una poliziotta in incognito. - May si avvicinò alla levriera poi disse guardando la mula. - Ma che dici. Non la vedi ? Se questa è una poliziotta, io sono la ricolorazione di mia sorella.
- Tu sei troppo fessa per capire.
- A chi stai dando della fessa, Molly ? - Domandò la volpina.
- A te. Non stai notando i particolari. Qualsiasi poliziotta/o alermariana/o, quando vanno su un pianeta sconosciuto, si portano sempre dietro quelle bamboline. - Kyara disse. - \ Vi state sbagliando. /
- Hai detto qualcosa ? - Domandò la mula a May.
- E secondo te io ho aperto bocca ? Non senti il tono non naturale ?
- \ Sono stata io, L'ia della mia padrona. Che voi avete colpito. /
- Io non l'ho proprio toccata. A fatto tutto lei. - Disse la volpina indicando la mula.
- Credi di essere intelligente ammasso di ferraglia ?
- \ Non posso certo mentire dicendovi che avete sbagliato. Ammetto che avete ragione, la mia padrona non è una giornalista. /
- Visto ? Ora ci dirà che è una poliziotta. - Disse seria la mula.
- \ Sbagliato, era una concorrente del concorso di miss che si doveva svolgere in questa città aliena, prima... /
- Che qualcuno la demolisse. - Disse finendo la frase la volpina, guardando la mula.
- E' ovvio che la dovevo demolire. Per iniziare l'anno con i buoni auspici, bisogna buttare la roba vecchia. E quell'edificio da un bel pò di tempo era più affollato dei capelli su di un calvo umano. Quindi ho agito bene. Tanto anche se non la demolivo avrebbe fatto sempre un viaggio a vuoto..
- Uhhhnn.. Qualcuno.. Ha preso l'indentificativo di quella moto ?  - Domandò la levriera mentre riprese lentamente i sensi e continuò a bassa voce. - Sono certa che è stata la signorina Lober a investirmi.
- Mi sa che l'hai colpita troppo forte. - Disse May.
- Ora ho capito tutto piccola ficcanaso. Volevi sapere chi aveva demolito quell'edificio. Ora mi spiego la tua bellezza. Ma non ti vergogni ? - Domandò infine Molly leggermente arrabbiata.
- Se lei è bella, io che sono secondo te, Molly ?
- Di certo i maschi sbaverebbero più su di lei che su di te.
- Ha parlato l'esperta di bellezza campestre. - Disse la volpina canzonandola.
- Ai miei tempi, son stata miss campagna per 3 anni di fila, prima di notare la stupidaggine che stavo facendo mettendomi in mostra per quei stupidi.
- Tu !! Una miss ? - Iniziò stupita la volpina e continuò. - No, non ti ci vedo proprio.
Per come ti conosco, avrai vinto minacciando la giuria, ci scommetto la coda. [ Ma io dico. Perchè tutte le volpi danno poco valore alle proprie code ? Mah ? NDAutore.]
- Non scommettere una cosa che potresti perdere. - Disse seria la mula e Tara disse tentando di slegarsi. - Chi mi ha legata in questo modo e dove mi trovo ?
- Sono stata io. - Iniziò la mula e continuò - E grazie alla tua Ia sappiamo tutto.
- Cosa sapete ? - Domandò con tono timoroso.
- Primo, che non sei una giornalista. - Iniziò la volpina.
- Secondo che sei una stupida. Come puoi abbassarti ad un mero oggetto ?
- Non sono un oggetto, ouch mi fa male il muso. Perchè mi avete legata ? - Domandò infine guardandole.
- Credevi che bevevo la stupidaggine della giornalista con quei abiti ? Nessuna mi fa fessa. Sei una di quelle stupide che seguono un finto sogno di essere la più bella di tutte.
- E va bene, mi avete scoperta, sono o meglio ero, una concorrente del concorso che si teneva in quel edifico. Prima che qualcuno avesse avuto la brutta idea di distruggerlo.
- Beh, potresti anche continuare il tuo sogno. Ho sentito che hanno spostato l'evento all'interno del museo cittadino. - Disse May.
- Chi sei tu ? - Chiese la levriera.
- Questa è la mia amica milanista. - Disse Molly.
- Non sono milanista. - Rispose l'interessata piuttosto incavolata.
- Certo che lo sei, sta scritto anche qua. - Rispose la mula tirando fuori dalla tasca della tuta un biglietto appallottolato. Lo diete alla volpina, quest'ultima lo prese e lo aprì e lesse. - " La volpina che sarà tua amica, si, lo so, non ti piacciono le amiche. Si chiama milanista, per le amiche May. " - E disse incavolata. - Io non mi chiamo milanista, il mio nome è May Fox e voglio proprio sapere chi ti ha dato sto biglietto.
- Uno di quei alieni. - Rispose lei e continuò. - Ma basta parlare di te, parliamo invece..
- No. Invece parliamone, qui dice che non ti piace avere amiche.
- Ciò che mi piace o non mi piace non sono affari tuoi amica mia. Quindi pensiamo a questa poveretta che vuole fare il gioco di quei maschi che le sbavano dietro.
- Ora volete liberarmi ? - Domandò seria Tara.
- Prima rispondi. Perchè lo fai ? Non capisci che questi concorsi sono inutili.
- Non mi interessa ciò che pensi tu. Io dovevo partecipare, se non era per te. Giusto ?
- Quindi non eri svenuta, hai sentito tutto. Sei furba cagnetta. - Disse seria la mula.
- Quindi confermate le voci ? Siete stata voi a distruggere l'edificio.
- Rimangio ciò che ho detto. - Disse seria Molly e continuò . - Si. Sono stata io. E ora che lo sai, cosa ti cambia ?
- Niente, ero solo curiosa di sapere se quelle voci dicevano la verità. Ora, se avete la cortesia di liberarmi. Devo assolutamente partecipare al concorso.
- Quindi vuoi proprio partecipare al concorso di bellezza ? - Disse la volpina sorpresa.
- Certo che lo voglio, perchè ? - Domandò Tara con curiosità.
- Beh con quel muso non andrai tanto lontano. - Disse la mula.
- Che cosa mi avete fatto ? - Domandò la levriera incavolata.
- Hai un livido sul muso, che ti passerà non prima di un paio di settimane. - Disse la mula.
- Ora capisco perchè mi fa male. E sono certa che siete stata voi a farmelo, perchè ?
- Perchè non mi stavi dicendo la verità. - Disse seria Molly e la levriera chiese. - Quindi chi vi mente, finisce cosi ?
- Se non peggio. - Rispose e continuò. - Ma non ti importa sapere che si interessano a te solo per il tuo aspetto e non per la tua intelligenza ?
- Sono consapevole di ciò. E so anche che la bellezza sparisce nell'andare del tempo. Siccome sono abbastanza intelligente, perchè non sfruttare la bellezza per raggiungere un traguardo ? Tanto, l'intelligenza rimarrà anche se la bellezza sparirà.
- Ma perchè partecipare a quei concorsi creati di proposito per mettere in mostra il corpo femminile ?
- Il corpo è mio e ci faccio ciò che voglio, anche mettermi in mostra. Tanto finchè non lo decido io. E' solo un guardare ma non toccare. Capito mula dei miei stivali che non indosso ?
- Tu pensi di essere intelligente, se lo fossi realmente non ti sottoporresti.
- E la mia vita e della mia vita lo decido io cosa farne. Anche sbagliare agli occhi di una sconosciuta. Ora, se mi volete liberare. Altrimenti faccio tardi all'appuntamento.
- Quindi sapevate già che il concorso si è spostato. - Disse la volpina.
- Lo sapevo anche prima, volpina May. Il mio errore è stata la curiosità. Volevo solo sapere se quelle voci fossero vere. - Iniziò Tara e May disse. - Sarà meglio liberarla. - Quindi andò dietro di lei per slegarla mentre la mula disse. - Sono sicura che un giorno mi darete ragione.
- Lo farò quando verrà quel gio, ma non ora. - Disse seria la levriera e continuò alzandosi dalla sedia. - Ma voglio essere vostra amica.
- E io no. - Disse seria e continuò - Ora potete ritornare in quel mondo pieno di ipocrisia. 
- Un giorno capirete. - Disse Tara.
- Siete voi ad avere il paraocchi, non io. - Disse la mula e May chiese. - Se volete, vi accompagno in città.
- Vi ringrazio May. Anche se non ho notato nessun mezzo di trasporto.
- Lo vedrete. - Rispose seria e disse alla mula. - Mi assento un attimo. Ma tranquilla Molly appena ritorno, batterò il tuo Gennaro.
- Il mio cavallo di razza non si batte. Sono certa che non troverai nessun'altro esemplare più forte.
- Come ho detto prima, sono certa che mi basterà farlo allenare un pò per riuscire a battere il tuo cavallo di razza.
- D'accordo volpina. Ora però, andate a divertirvi.
- Si Molly. Ci divertiremo. - Disse May e entrambe uscirono dalla stanza usando la porta a sud. Una volta uscite, la mula disse seria. - La milanista sogna ad occhi aperti se crede di battere Gennaro.

All'esterno della casupola, vediamo le due ragazze che andavano verso il cancello e Tara chiese. - Sono ridotta cosi male ?
- Giudica tu. - Rispose lei che tirò fuori dallo spazio al centro tra i seni. Uno specchio a grandezza naturale che mise per terra. Dopo che la levriera si sveglio dalla sorpresa su ciò che aveva visto, notò che sul suo muso e aveva un pò di lividi al lato destro del naso, sulla guancia, e anche sotto all'occhio. Infine disse. - Pensavo peggio.  - E chiese. - Dove è il tuo mezzo ?
- Lo vedrete tra poco. - Rispose lei che usci dal cancello seguita dalla levriera. Tirò fuori dallo stesso posto. Un mazzo di chiavi. Il mazzo formato da sole due chiavi che avevano le estremità piatte come chiavette usb a contatto, e un ciondolo che rappresentava una volpina non antropomorfa a quattro code di colore rosa con occhi bianchi e punta delle code e capelli lunghi rossi, punta delle orecchie, del naso e zampe nere. May abbassò una delle code e gli occhi si accesero giusto per qualche secondo. A un paio di metri di distanza da dove si trovavano, apparì al fianco della stradina, una macchina sportiva nera decappottabile ma con tettuccio alzato. Tara si stupì nel vederla e chiese.
- E' il tuo mezzo di trasporto ?
- Ovvio. - Rispose lei quindi andò al posto di guida, inserì una delle chiavi e la portiera dell'auto si aprì in alto, stessa cosa per la portiera del posto del passeggero. Tara stava per entrare al suo posto quando... si fermò stupita. Sul sedile del passeggero stava dormendo una creatura simile a una volpe non antropomorfa, ma con 3 code, il suo pelo è nero, punta delle code e delle orecchie dorate, capelli lunghi castani. Sui fianchi della volpina ci sono delle righe ondulate dorate, una per fianco. Punta del naso nera. La levriera disse. - Che strano essere.
- Su Blackie, svegliati. - Disse May accarezzandola dopo aver preso il posto di guidatore. La volpe aprì i suoi occhi di colore celeste e dopo aver sbadigliato come tutte le volpi, fece un balzo sui sedili di dietro e poi si rimise a dormire. Tara entrò nell'auto e chiese mentre chiuse la portiera con un pò di fatica. - Ma non è pericoloso lasciarla in auto ?
- Tranquilla Tara. La mia Blackie conosce benissimo il pericolo e se succede, sa come uscire dall'auto, non è una volpina qualsiasi.
- Capisco. - Disse lei girando lo sguardo verso la volpina, e May disse. - Dai sorella è finito il periodo di riposo.
- Dite a me ? - Domandò con curiosità la passeggera.
- Certo che no sciocca. Mi son rivolta alla Ia dell'auto.
- Ah, capisco. - Rispose lei e si sentì dall'auto una voce femminile che disse. - \ Destinazione ? /
- Al museo, giusto ? - Chiese la volpina.
- Si. E grazie del passaggio.
- Non c'e di che. Sentito Mya ? - Domandò all'Ia.
- \ Certo sorella. / - Rispose l'ia. Le portiere si alzarono e lo spazio vuoto venne occupato da lastre di vetro e l'auto decollò verticalmente. Tarà si allarmò vedendo ciò che stava succedendo, ma era l'unica. Sia May che la volpina erano più che rilassate. E la milanista disse. - Calmati Tara è tutto sotto controllo.
- " Speriamo. " - Pensò lei e tentò di rilassarsi. L'auto dopo il decollo partì alla volta del museo.

Tempo dopo. Sul cielo di Mirai City. Vediamo l'auto sorvolare la città, al suo interno Tara disse osservandosi.
- Non potrò certamente entrare cosi, in un museo.
- Se volete cambiarvi d'abito non c'e problema. - Iniziò May guardandola e continuò. - Sorella. Attiva il protocollo molecolare per il passeggero.
- \ Attivazione in corso. / - Rispose l'ia e davanti a se si vide apparire uno schermo con al centro la sua riproduzione 3d. E ai lati delle varie sezioni, ossia testa, busto, vita, gambe, piedi, c'erano delle frecce. Sotto il modello 3d c'erano opzioni predefinite: Da sera, casual, da pioggia, spese pazze. Lei disse. - Per un museo di mattina presto direi casual. - Quindi scelse una camicetta bianca con cravatta rossa, gonna corta nera,
stivaletti marrone scuro senza lacci. Come accessori scelse un ferma capelli rosso a forma di fiocco e anche una borsetta a tracolla marrone scuro con pulsante centrale nero. Non scelse gli orecchini e sfiorò il pulsante di accettazione della combinazione. Subito dopo una colonna di luce nera avvolse il sedile del passeggero e poco dopo, come una specie di trasformazione, si videro apparire i nuovi abiti sul suo corpo. Dopo che tutto era terminato lei disse vedendosi. - Si. Va più che bene. - Si voltò verso la volpina dicendo. - Grazie dell'aiuto. - Poi domandò con curiosità. - Posso farti una domanda ?
- Certo.
- Quanti cavalli ha Molly nella sua campagna ?
- Cavalli ? - Iniziò lei sorpresa. - Ah, hihi, no. Non è propriamente un cavallo, diciamo che ho perso un bel pò di gare con il suo stercorario Gennaro. E' piuttosto forte. Ho provato a catturarne uno più forte ma non riesco mai a vincere contro di lui. Ma fidati, l'esemplare che ho trovato, se riesco ad allenarlo come si deve, batterò il suo cavallo. - In quel momento l'ia disse. - \ Sorella, ci troviamo nelle vicinanze del museo. Inizio
l'atterraggio ?  /
- Ma certo Mya. - Rispose lei e l'auto iniziò le manovre per l'atterraggio. E dopo che le ruote dell'auto toccarono terra, la macchina continuò a caminare mentre le portiere si abbassarono fino a chiudersi. Poi l'auto si fermò poco distante dalla scalinata che porta al museo della città. In cima alla scalinata si vide Arthur in attesa mentre altre persone o alermariani stavano entrando nel museo. Tara da prima disse. - Grazie dell'aiuto.
- Non c'e di che. Spero che vinci la gara.
- Lo spero anch'io. Anche se con questi lividi sul muso...
- Sei una donna, vedrai che lo farai sparire con un pò di trucco.
- E pensi che i giudici non lo noteranno ?
- Chi lo sa, buona fortuna Tara.
- Grazie May. - Rispose lei che uscì dall'auto e andò verso il museo pensando. - " E ora speriamo di iniziare la missione sotto copertura. "
 
Ora che si è chiarito tutto con l'unica sospettata. La levriera potrà concentrarsi nella sua vera missione sperando di scoprire indizi utili. Sempre se accetteranno la sua partecipazione con quei lividi sul muso. Al prossimo episodio. By Studio Mirai ^_~

Continua... ( By Studio Mirai. )

CREDITS:

Storia basata sulla serie Diana Fox©.

Diana Fox© Story and Characters is © 2003 - 2015 P.L.S Editing / Fantasy Team and Studio Mirai.

Ospiti in questo episodio: Molly, May, Blackie, Bianca come portachiavi.

I personaggi non miei son stati usati con il permesso dei vari autori. ^_^

May© Bianca© Blackie© ©2015 Saba.

Molly© ©2015 Elpcbtester.

Personaggi creati appositamente per questa miniserie sono: Tara Tazi©. Arthur© per gli amici Sir/Ser Fish©.

Inizio prima parte alle 03:00 del 05/03/2015
Fermato alle 03:11 del 05/03/2015
Ripreso alle 14:22 del 07/04/2015
Fine prima parte alle 14:49 del 07/04/2015

Inizio correzione e adattamento della 1° parte alle 01:38 del 11/04/2015
Fine correzione e adattamento della 1° parte alle 02:51 del 11/04/2015

Inizio seconda parte alle 18:25 del 09/04/2015
Fermato alle 19:29 del 09/04/2015
Ripreso alle 01:46 del 10/04/2015
Fine seconda parte alle 03:04 del 10/04/2015

Inizio correzione e adattamento della 2° parte alle 13:22 del 11/04/2015
Fine correzione e adattamento della 2° parte alle 14:24 del 11/04/2015

Inizio della parte 3 alle 14:10 del 10/04/2015
Fermato alle 15:25 del 10/04/2015
Ripreso alle 19:06 del 10/04/2015
Fine della parte 3 alle 20:22 del 10/04/2015

Inizio correzione e adattamento della 3° parte alle 13:02 del 12/04/2015
Fine correzione e adattamento della 3° parte alle 15:27 del 12/04/2015