STUDIO MIRAI

One Shot

Episodio #17 - Una Nuova Nascita

Atsuzushima, città di magie, misteri, varie et eventuali, e in questo one shot si noterà qualcosa del genere, oltre a ritrovare Yoko. Maria per il lettori di Barbarians©.



One Shot
Episodio #17
Una Nuova Nascita

Era una notte buia e tempestosa con lampi e fulmini che illuminavano il cielo. Ci troviamo all'interno di una stanza in cui proprietario, notando il mobilio e i giocattoli, non poteva esser altro che una bambina. E in effetti la vediamo che con quel tempo stava continuando a studiare per il giorno successivo di scuola. Lei ha sui 10 anni, occhi verde chiaro, capelli corti neri con una piccola coda di cavallo, sul lato destro. Formata da un nastro fine rosa in cui alle estremità stavano delle palline rosse, altezza 1,43. Indossa un pigiama bianco con fiori di ciliegio, la stanza aveva una porta finestra altra 2 metri, quasi al centro del lato nord mentre la bambina era seduta davanti alla scrivania a ovest della stanza, e la fonte di luce che illuminava il libro proveniva da una lampada sopra la scrivania. Lei voltò lo sguardo verso la finestra pensando.
- " Non è proprio giornata per uscire di pattuglia. " - In quel momento nella stanza, apparì galleggiando in aria, un drago orientale nero con occhi rossi che disse. - Se vuoi Yoko, potrei..
- No Sin. Non c'è bisogno di usare i tuoi poteri, e poi tra poco..
- Yoko, sei ancora sveglia ? - Si sentì una voce femminile da dietro la porta, posta all'angolo sud-est.
- Si, mamma. Non ho ancora terminato.
- Vedrai che tuo padre capirà la situazione, ora però, vai a dormire che è tardi.
- Come vuoi tu mamma. - Iniziò lei che chiuse il libro e spense la lampadina pensando. - " Anche se mio padre è uno dei insegnanti, non mi va di approfittare della situazione. " - E il drago chiese. - Quindi... Oggi nulla ?
- No. Domani sarà una giornata pesante a scuola. E spero di essere abbastanza preparata. - Disse lei con sguardo pensieroso.
- Se tu volessi usare i miei poteri. - Iniziò Sin e lei lo guardò con decisione dicendo. - Quante volte te lo devo dire ?
- Ma perchè non vuoi usare i miei poteri ? Già devo sopportare la mia maledizione. In più, tu che non usi i miei poteri, è una tortura.
- Se li usassi, non sarebbe giusto nei confronti dei miei compagni di classe. E personalmente, vorrei continuare a vivere la vita di una bambina come tutte le altre e non...
- Non ho mai visto una mocciosa lottare contro avversari più grandi di loro. Da quando sono entrato nella tua vita, non ti devi più considerare simile alle tue coetanee.
- Non è vero è te l'ho dimostrato più di una volta. Perciò ora lasciami in pace che effettivamente sto crollando dal sonno. - Quindi si infilò nel letto pensando. - " Chissà come se la sta cavando Ale-san. "
- Se vuoi.. - Iniziò il drago.
- Lasciami dormire Sin. - Disse lei e tentò di dormire.

Poco tempo dopo, nell'oscurità della stanza si aprì la porta che da alla stanza e si vide una siluette femminile che disse a bassa voce.
- Finalmente si è addormentata. - E continuò mentre si avvicinò un'ombra maschile. - Mi raccomando tesoro.
- Devi avere fiducia in nostra figlia. - Rispose lui e continuò. - Ora però lasciamola dormire. - Quindi, la porta si chiuse lentamente.

Il giorno dopo. Le nuvole ancora continuavano ad avvolgere la città di Atsuzushima, continuando a far piovere. Ma non è un problema di Alex Mirai. Lui si trova all'interno di una sala giochi con i piu disparati cabinati, la stanza in questione è molto grande è anche molto colorata, non solo per i cabinati ma anche per le pareti. A parte una porta a due ante scorrevole di vetro posta al centro del lato sud della stanza, mentre all'angolo nord-est c'erano un paio di scale mobili, invece all'angolo opposto c'era una rampa di scale e anche una rampa normale. Il soffitto era luminoso grazie a dei neon bianchi che formavano la scritta Player simuLtaneity Software. Non tutte le lettere erano accese ma solo le tre più grandi che emanavano più luce in quella giornata uggiosa. Il 
pavimento era di mattonelle bianche e grigie. Alex si trova all'interno di un cabinato di un gioco di guida, il cabinato è di compensato nero, non era colorato dai adesivi con il nome del gioco. A destra del cabinato c'era un ragazzo sui 30 anni, altezza 1,65, capelli corti biondi, occhi verdini. Lui indossa una camicia bianca e jean's neri, mocassini marrone scuro. All'interno del cabinato come detto prima, c'era Alex che indossa una maglia con maniche lunghe grigia, blu jean's e stivaletti neri. Nello schermo del cabinato si vedeva un gioco di guida arcade in cui si comandava un'auto sportiva di colore bianco. Alex disse incavolato.
- Ma perchè devo testarlo io ?
- Semplice. Non essendo il tuo genere, sei più propenso a trovare bug.
- Si, come il gioco precedente. Che, anche se era uno dei miei generi preferiti, era pieno zeppo di errori.
- Da un alpha cosa vuoi pretendere ?
- Ma era un platform cosi canonico che potevo giocarlo ad occhi chiusi. - Rispose lui serio e continuò. - Per adesso basta cosi, ho già testato troppo. - Quindi uscì dal cabinato e continuò. - Il gioco è carino anche visivamente non è male, chissà come saranno le musiche. Ma di certo per ora è un giochino di auto piuttosto carino, anche se vedere un'auto che dopo un incidente vola nel cielo.
- Per questo ti abbiamo scelto come tester. Chiunque avrebbe evitato l'incidente ma non tu.
- D'accordo che non è il mio genere però... Non significa.
- Che sei un bravo tester ? Anche in quell'altro gioco hai trovato tanti di quei errori che il team di sviluppo si è stupito della tua bravura.
- Beh, non direi di essere bravo io, ma è incapace il team di sviluppo, non ti pare ? - Disse lui serio. In quel momento alle sue spalle apparirono un paio di ali da pipistrello nere con membrana viola. Il ragazzo si spaventò nel vedere ciò e disse timoroso. - Sen.. Senpai Alex.
- Ok che son più grande di te. Però.. - In quel momento le due ali toccarono le sue braccia e lui disse leggermente spaventato. - E que... que.. queste... - E disse serio. - A me uno specchio. - Improvvisamente apparì davanti a lui uno specchio rettangolare alto 2 metri. Lui disse nel vedersi. - E' successo di nuovo..... - Continuò pensieroso. - Ma sono passati un bel pò di mesi dall'ultima volta.
- Ultima volta ? - Disse stupito il ragazzo e chiese. - Non è la prima volta che vi succede ?
- Direi di no. L'ultima volta è stato durante quel bacio. - Disse lui pensandoci. ( Rif. Backstage 3 Episodio 24. ) E continuò. - Spero che ciò non porti conseguenze nefaste.
- E cosa potrebbe mai accadere ? - Domandò lui con curiosità.
- Che dia un bacio senza volerlo. Ecco cosa. - Disse serio Alex e continuò. - Fortuna che Jun si trova sul suo pianeta. - Ci pensò su e poi disse. - Sai Tetsuo, grazie a queste ali potrei ritornare a casa.
- Non ti piace questa città ?
- Atsuzushima mi piace e solo che son passati dei mesi dall'ultima volta che ho messo piede a Mirai City. - Poi ci riflette e disse. - Se queste ali si comportassero come l'ultima volta..
- Cosa è successo l'ultima volta ? - Domandò lui.
- Come posso spiegartelo. - Iniziò Alex e subito dopo scomparì. Il ragazzo disse nel vedere ciò. - Ah, ora capisco.

Ci troviamo nel cielo sopra Mirai City con il povero Alex che apparì in quel momento ma invece di cadere, le ali si mossero per andare in una direzione ben precisa, lui pensò coprendo gli occhi e la bocca. - " Spero di non subire un altro bacio. " - Scomparì di nuovo e riapparì all'intenro di una stanza.

La stanza era una camera da letto con soprammobili a forma di tane, o di piccole volpi. Siluette di code come tappezzeria. Solo le luci e i letti sono normali. Le luci si trovano all'interno del soffitto, mentre i due letti singoli sono affiancati con mezzo metro di spazio tra loro. Il letto di sinistra ha la coperta con disegnate delle fiamme, invece il letto di destra ha le coperte con disegnati sopra delle onde. Lui disse guardando la stanza.
- Ma che posto è questo ? - In quel momento sentì. - \ Avviso: Alex Mirai si trova al 13 piano, piu precisamente nella replica della vostra stanza, sorelle Mirai. /
- Sorelle Mirai ? - Si domandò lui e pensò. - " Che ci sia anche Ametista ? " - Dopo poco si aprì la porta scorrevole a ovest, e davanti alla porta si viderò due volpine antropomorfe. Quella a sinistra ha pelo rosso, capelli lunghi castani con mesce rosse, occhi neri, punta della coda bianca. Indossa una maglia con maniche corte bianca, jean's e scarpe con tacco marrone oltre ad un paio di orecchini ad anello bianchi. Quella a destra invece ha pelo celeste al centro e blu' all'esterno. Occhi rosa, capelli lunghi lisci fino alla vita rossi. Le zampe sono di un blu piu scuro, orecchie grigie, coda blu chiaro con la punta sfumata verso il celeste. Punta del naso nera. Indossa un paio di jean's neri, maglia con maniche corte bianca, alle orecchie indossa dei orecchini a clip che rappresentano dei fulmini bianchi con varie diramazioni. Alle zampe inferiori indossa delle scarpe con tacco basso marrone scuro. La volpina celeste iniziò stupita.
- Che ci fate qui Alex ?
- E quelle ali ? Che strano umano sei ? - Domandò l'altra volpe. Solo in quel momento la volpe celeste disse preoccupata. - Vi sentite bene ?
- Certo Giada. Ma... Cosa ci fà qui tua sorella Ametista ?
- Siete stato voi a darmi il pieno potere di utilizzare la sede.
- Vero. Ma non pensavo che ti mancasse tanto tua sorella.
- Ho fatto male ? - Domandò leggermente preoccupata.
- Non dire idiozie Giada, hai fatto benissimo. - Disse lui serio e chiese all'altra volpe. - Spero che l'aria di questo pianeta non ti annebbi la mente.
- Sta tranquillo umano, sono guarita del tutto, non è vero sorella ?
- Confermo Alex. Non avrai piu fastidi da mia sorella.
- Mi fa piacere Giada. Ehm.. Posso chiedere che posto è questo ? - Domandò lui guardandosi in giro.
- E' la replica della nostra camera sul nostro pianeta.
- Capisco. Hai fatto benissimo Giada. - Disse lui serio e la volpina chiese. - Grazie. Ma ho una curiosità. Cosa vi ha portato qui ?
- Sono state queste alette di pollo. E spiegò alle volpine ciò che era successo qualche mese fà.
- Qualche mese fa ? A quanto pare vi siete divertito molto nella vostra nuova città, se non avete notato che son passati quasi 7 mesi da quando mi avete lasciato la sede.
- Quasi un anno ? Come corre il tempo. Pensavo fossero passati pochi mesi. - Disse lui stupito. E continuò. - Dicevo. Da ciò che mi son ricordato, ho espresso il desiderio di ritornare nella mia sede ed eccomi qua.
- E ora che intenzioni avete ? Volete riprendere la guida della sede ? - Domandò seria Giada.
- Nemmeno per idea volpina. Son venuto solo per vedere se i poteri di queste ali funzionavano ancora. E a quanto pare, funzionano.
- Siete uno strano umano, e dire che tempo fà ero.. Non mi ci far pensare. - Disse seria Ametista.
- Hai fatto tutto tu. - Disse serio Alex.
- Non era colpa tua sorella. - La giustificò sua sorella.
- Lo so. - Disse seria e domandò con curiosità. - Per quanto tempo ancora vuoi occupare la nostra camera da letto ?
- Ehm... Vado via subito. - E scomparì improvvisamente. Giada disse pensierosa. - Ho paura che quelle ali hanno un propria volontà.
- Scommetto Giada, che lo vuoi aiutare.
- Mi piacerebbe. Ma non penso che la mia esperienza lo possa aiutare in questo caso. - Disse seria e continuò. - Dove eravamo rimaste ? Ah si. Dobbiamo sistemare la tua storia prima di pubblicarla.
- Esatto. Speriamo che quell'umano non ci interrompa un'altra volta. - Disse seria Ametista e entrambe le volpi uscirono dalla stanza.

Ci ritroviamo all'intero della salagiochi, la sala era deserta, il ragazzo era sparito. Alex disse guadandosi in giro.
- Chissà dove è andato. - Poi andò davanti ad un'altro cabinato anch'esso senza disegni o altro che suggerivano il tipo di gioco e lui guardò lo schermo in cui si vedeva un gioco a scorrimento laterale con cui si comandavano 3 bambini e una bambina, lui disse osservando il demo del gioco. - Mi ricordo ancora quando ho fatto il test su questo gioco. - E continuò sorridendo imbarazzato. - Anche se comandare 4 giocatori solo soletto. Mah..  Non è proprio una cosa ottima. - E disse serio. - L'idea di dover catturare insetti è buona, peccato che la facilità dell'insieme non lo rende adatto ai ragazzini dai 12 anni a salire. Secondo me avrà un bacino d'utenza molto più basso, direi per bambini delle elementari. - Quindi decise farsi una partita e pensò mentre sceglieva il personaggio. - " Spero vivamente che nella versione finale cambino un bel pò di cose, altrimenti non credo che questo giochino sfonderà nel mercato, anche se il mercato è sempre imprevedibile " - Dopo aver scelto il
personaggio iniziò a giocare mentre disse. - Chissà. Può darsi che questo giochino diventi famoso in città. Vedremo. Tanto, mancano ancora 2 mesi prima che l'azienda inizi a vendere i cabinati. - Quindi si mise a giocherellare. Ma dopo pochi minuti, lasciò il gioco dicendo. - Non è per me. - Improvvisamente le ali lo sollevarono da terra facendolo volare, e urtò la schiena sul soffitto e lui disse incavolato. - Alette di pollo, non vedete che siamo nel chiuso !!? - In quel momento lui scomparì.

Ci troviamo nel cielo sopra la città di Atsuzushima. I nuvoloni grigi coprivano la città oltre alla pioggia. Il povero Alex apparì proprio sotto le nuvole, beccandosi la pioggia, lui disse incavolato.
- Complimenti. Ora fammi ritornare dove ero prima. - Le ali ubidirono facendolo scomparire.

Ci troviamo nella classe dove si trova Yoko. Lei che come gli altri alunni indossava l'uniforme scolastica. L'uniforme scolastica che nei ragazzi e composta da una maglia blu chiaro, pantaloni blu scuro e scarpe senza tacco blu con lacci. Mentre le ragazze indossano una camicia bianca, gonna lunga blu chiaro, e scarpe senza tacchi blu. Lei si trova in un banco vicino alla finestra e pensò osservando il cielo.
- " Se continua così, neanche questa sera potrò uscire a perlustrare la città. "
- Yoko. - La chiamò l'insegnate maschio, ha gli occhi di colore rosso chiaro, capelli neri, altezza su 1,75, sui 45 anni. Indossa una camicia bianca con pantaloni marrone chiaro, scarpe senza lacci nere. Indossa dei occhiali. - Si professore.
-  Volevo vedere se eri attenta o eri persa nelle tue fantasie, come l'ultima volta. - [Rif. Barbarians.]
- Ecco. - Iniziò lei vergognandosi leggermente. In quel momento apparì davanti alla lavagna Alex, che disse. - Finalmente obbedisci. - Tutti i presenti si stupirono nel vederlo e Yoko pensò con curiosità. - " E quelle ali ? "
- E voi, chi siete ? - Domandò l'insegnate. Lui osservò il luogo e disse imbarazzato. - Scusatemi, non volevo... - Scomparì subito dopo e Yoko pensò nel vedere ciò. - " Ho paura che sta succedendo qualcosa di brutto. " - E disse a bassa voce. - A casa chiederò a Sin delucidazioni su ciò che ho visto.  - E l'insegnante disse. - Devo assentarmi per un paio di minuti. Yoko, ti affido la classe.
- Ma non sono io la capo classe. - Disse lei sorpresa.
- Essendo assente, tocca a te. Mi raccomando.
- Vi ringrazio della fiducia. - Rispose seria. E mentre l'insegnante usci dalla classe lei chiese. - E ora, che devo fare ?

Intanto Alex apparì alla base di una scalinata di pietra che portava ad un tempio shintoista che si trova sopra una collina posizionata al lato sud-ovest della città di Atsuzushima. Lui disse vedendo dove si trovava.
- Ottima idea. Vediamo se Mizuiko ha la soluzione al problema. - Quindi iniziò a salire le scale, ma le ali lo sollevarono da terra e iniziò a salire la scalinata in volo. Lui disse arrabbiato. - Volevo fare le scale. - In quel momento si trovò per le mani il materiale per creare i gradini. E lui disse. - Ah ah, divertente. Mettimi giù. - Le ali si fermarono e la gravità fece il resto spiattellandosi sulla scalinata. Per il dolore, dovette proseguire la scalinata spingendosi come un lombrico verso la cima.

Quasi 20 minuti dopo, lui arrivò in cima e qui si vide il tempio e in quel momento si aprì una porta scorrevole di uno dei edifici e si vide uscire una sacerdotessa del tempio. Una ragazza con carnagione bianca, capelli corti rossi, occhi celesti, altezza 1,70. Indossa l'abito da sacerdotessa composta da giacca/maglia ampia bianca e aveva una gobba. Gonna/Pantalone rosso, sull'arancione, ai piedi indossa dei piccoli sandali e calze bianche. Lei si allarmò nel vederlo e corse verso di lui dicendo.
- Cosa vi è successo ?
- Credo di essere posseduto da un demone. - Disse lui e si alzò grazie alle ali che lo sollevarono da terra.
- Non penso. E fidati, ho un sesto senso nel riconoscere un demone e no, non c'e nessuna presenza demoniaca dentro di te.
- E allora queste ali ? - Disse lui toccandole. Improvvisamente sentì un forte dolore alla schiena e cadde a terra dal dolore.
- Alex !!! - Gridò lei allarmata, ma il poveretto non sentì più nulla.

Appena lui aprì gli occhi si trovò all'interno di un edificio con un ingresso scorrevole al centro del lato nord. Il pavimento e il soffitto sono di legno marrone quasi scuro, colonne rosse con kanji dorati. Sul lato sinistro della stanza c'e un fuoco all'interno di un recinto di legno, lui era in posizione fetale con un forte dolore sulla schiena mentre lei disse allarmata.
- Stai calmo. Vedrai che passerà tutto.
- Ma questo dolore è insopportabile. - In quel momento le ali scomparirono e dalla schiena uscì del fumo nero formando una colonna a cono e dalle estremità laterali della colonna riapparirono le alì e lui disse. - Finalmente è finito. - E ritornò privo di conoscenza per la seconda volta.
- Tu non puoi essere un demone !!! Chi sei veramente. - Domandò la sacerdotessa con sguardo stupito.
- Demone ? Cosa sarebbe ? - Domandò la colonna con voce femminile, il fumo nero prese forma diventando una ragazza nuda con carnagione caffe/latte, occhi rossi con pupilla felina nera. Capelli lunghi fino alle gambe viola chiaro, ali nere con membrana viola, altezza 1,80. - Di certo non sei tu, anzi, chi diamine sei ? - Domandò Mizuiko
- Non saprei, lo sai tu ? - Domandò lei con curiosità.
- Come faccio a saperlo ? Sei appena uscita dal suo corpo !! - Rispose stupita dalla situazione indicando il poveretto privo di sensi. - In quel momento l'essere lo guardò e disse. - Mi è familiare.. Ma... Non ricordo.
- Intanto. Se ti vuoi vestire.
- Vestire ? Che sarebbe ? E chi sono io ?
- " E che diamine, sembra che sei appena nata. " - Pensò lei scocciata. In quel momento disse. - Ora che ci penso, in passato lui mi ha detto che era stato colpito da un potere alieno, non è che tu...
- Potere alieno ? - Iniziò la nuova arrivata e continuò. - Ora sto ricordando. Si. Sono il Nu'goy. Ma non è questa la mia forma, perchè sono cosi ? - Domandò guardandosi.
- Forse perchè sei stata nel suo corpo ? - Domandò la sacerdotessa indicandolo.
- Che mi sia adattato ai suoi pensieri durante tutto questo tempo ? - Si chiese e domandò incavolata. - Quindi dovrei ringraziare lui se ho questa forma ?
- Pensò di si, ma io non sono esperta di questo potere alieno.
- Ah, no ? E chi lo sarebbe ?
- Non guardare me, sono esperta di demoni, non di alieni. Forse lui saprà la risposta. - Disse lei e continuò. - Ora che hai capito qualcosa di te, perchè non ti vesti ? Oppure vuoi andare in giro nuda ?
- Vestire ? Come ho detto prima, non so cosa vuol dire.
- Noi "Umani" utilizziamo dei abiti per coprirci dalle intemperie dell'ambiente. E certamente non passerai inosservata se vai in giro cosi.
- Davvero ? - Domandò sorpresa e continuò. - Seguirò il tuo consiglio se vorrai aiutarmi.
- Ma certamente che ti aiuto a trovare gli abiti adatti a te. - Iniziò Mizuiko e il Nu'goy disse. - Non ho bisogno di quell'aiuto. - Si avvicinò ad Alex e si inginocchio e gli toccò la testa per poi dire. - Ora capisco. - E grazie al suo potere indossò un top con maniche corte bianco, gonna corta nera e stivali con tacco rossi. Infine domandò alla
sacerdotessa. - Va bene cosi ?
- Direi di si. Ma se non hai bisogno di veri vestiti, a che ti serve il mio aiuto ?
- Voglio saperne di più su questi esseri alieni. E poi, appena quel tizio si sveglia, voglio sapere chi mi ha spedito nel suo corpo.
- D'accordo Nu'goy, ti farò da insegnante. Ma tu dovrai cambiare nome e far scomparire quelle ali se vuoi mimetizzarti con gli abitanti di questo pianeta.
- Farò come dici ma solo dopo aver saputo tutto su questi umani.
- Ok. Iniziamo. - E lei e iniziò a spiegare ciò che poteva essere utile a lui/lei.

Passarono ore finchè.. Alex riprese lentamente i sensi. Aprì gli occhi e tentò di alzarsi dicendo debolmente.
- Che.. Che mi è successo ? - Dopo qualche attimo di smarrimento si mise lentamente in piedi dicendo. - Ora ricordo. Quel potere si era imbizzarrito. - E si domandò guardando la stanza vuota. - Chissà dove si trova ora Mizuiko. - Iniziò a fare qualche passo e quella spossatezza sparì all'istante, al suo posto venne un carico di energia improvvisa tantè che disse. - Mi sento benissimo, non vedo l'ora di ritornare al lavoro. - Corse verso la porta e l'aprì uscendo fuori dall'edificio.

All'esterno, la mattinata aveva lasciato il posto a una bella serata senza ne nuvoloni ne pioggia. Con varie stelle che illuminavano il cielo, lui alzò lo sguardo e disse vedendo il cielo.
- Mi sento una favola. - E continuò guardandosi intorno. - A quanto pare non c'è. La ringrazierò domani per il suo aiuto. - Quindi si incamminò verso la scalinata del tempio.

Ai piedi della scalinata si vide la piccola Yoko che indossa una maglia con maniche lunghe rosa chiaro con al centro della maglia una costellazione in cui le stelle sono fatte di brillantini, gonna corta celeste e stivaletti con nevicata di brillantini e tacco medio, rosa. Disse pensierosa. - Speriamo che Ale san mi dia spiegazioni riguardo la sua apparizione a scuola. - In quel momento appari dietro di lei il drago Sin che disse. - Avrai la risposta molto presto. - E indicò la sommità delle scale e lei notò che era proprio lui quello che stava scendendo. Pensò. - " Se quel suo potere non si attivi, forse avrò le risposte giuste. " - Il drago Sin decise di scomparire.
- Yoko ? Non è un pò tardi per lei ? - Disse a bassa voce e pensò dubbioso. - " Anche se non so che ore sono di preciso. " - Quindi continuò la discesa finche non si incontrarono a qualche gradino superata la metà della scalinata. Il ragazzo domandò. - Scommetto che sei venuta per prendere qualche talismano.
- No. In verità Ale-san, vorrei farvi una domanda se posso.
- Ma certo. Domanda pure.
- Ecco.. Come dire.. Questa mattina.
- Ho fatto qualcosa di male ? - Domandò lui terrorizzato, e continuò pensandoci. - Cosa ho fatto questa mattina ? Strano, non ricordo.
- Non vi ricordate cosa avete fatto ? - Domandò stupita.
- Si. Ma dimmi la verità Yoko, non è che ho fatto qualcosa di male ?
- No. Stia pure tranquillo, siete solo apparso nella mia classe.
- Ah tutto qui... Chissà che mi cred.. - Si fermò per pochi secondi e gridò. - SONO APPARSO NELLA TUA CLASSE !!!! - E si chiese. - Come è possibile ? Cosa mi è successo questa mattina ?
- Veramente, non vi ricordate nulla ? - Domandò sorpresa.
- Te lo giuro Yoko. Non ho idea di cosa mi sia successo questa mattina. Ma dimmi.. Come sono apparso ?
- Siete apparso vicino al professore. Con quelle strane ali sulla schiena.
- " Ali ? " - Pensò lui poi si ricordo dicendo. - Ah, si è manifestato ancora quel potere alieno.
- Quale potere alieno ?
- Ora che ricordo. E' tutta colpa di Kiddy. ( Rif. Backstage 3 Episodio 24. ) Ma non ricordo se ti ho mai raccontato di questo episodio.
- Mi scusi Ale-san. Ma questa volta son io a non aver memoria. Forse me ne avete parlato in passato.
- Possibile, è una cosa troppo strana da tenere segreta. Ora perdonami, ma devo andare. Mi sento addosso tanta di quella energia che devo stancarmi.
- E ne sapete il motivo ?
- Sarà stata la medicina di Mizui-san, no ? Mi son svegliato proprio poco fa, nella sala della grande fiamma.
- Possibile che sei andato dalla sacerdotessa per farti guarire da quella malattia delle ali e lei ci sia riuscita.
- Lo penso anch'io. Ora scusami, ma devo scappare. - Disse lui che si mise a correre e la piccola penso nel vederlo allontanarsi di corsa. - " Dovrò fare delle domande a Mizui-san, sperando di ricevere risposte. " - In quel momento appari il drago Sin che la avvertì. - Fai attenzione. Percepisco una strana energia e non è quella della
sacerdotessa.
- Grazie del consiglio Sin. Ora però cerchiamo la sacerdotessa Mizuiko. - Quindi lei sali la scalinata che la portava in cima. Avendo nella testa alcune domande.

Una volta in cima, la ragazzina si guardò intorno, il luogo era stranamente deserto pensò.
- " Ma cosa sta succedendo ? " - Poi disse. - Sin, avrò bisogno del tuo aiuto. - Il drago appari dicendo. - Tranquilla Yoko. E' solo apparenza, la tua amica si trova nei paraggi e non è sola.
- " Non è sola, certamente non è Ale san, allora chi ? " - In quel momento la porta dell'edificio centrale si aprì e uscirono due ragazze, la sacerdotessa Mizuiko e un'altra, che lei non aveva mai visto prima. E disse a bassa voce. - E lei ? Che sia una sua parente in visita ?
- Ciao Yoko, sei venuta a comprare qualche altro talismano ? - Domandò la sacerdotessa.
- No, Mizui san. - Iniziò lei avvicinandosi alla coppia e continuò. - Ecco, vorrei parlarle riguardo Ale san, questa mattina...
- Prima di darti qualche spiegazione, vorrei presentarti Oniko Mikashimi, si è appena trasferita in città. - La ragazza in questione ha occhi dorati con pupilla felina nera. Capelli lunghi fino alle gambe verde chiaro, altezza 1,80. Indossa una maglia con maniche corte nera, blu jeans e scarpe da ginnastica bianche.
- Piacere di conoscervi. Mi chiamo Yoko Momori, e sono una sua amica. Anche tu sei sua amica ?
- Diciamo parente Yoko. - Rispose lei e chiese. - Potresti farmi un favore ?
- Mi dispiace, ma non posso. Ero solo venuta per avere delle spiegazioni riguardo lo strano comportamento di questa mattina di Ale san.
- Su, fallo per me. Al tuo ritorno ti racconterò tutto "o quasi" ciò che è successo a quel poveretto di Alex.
- D'accordo, che devo fare ?
- Falle visitare la città.
- Non è un pò tardi cugina ? - Iniziò Oniko e continuò. - Potrebbe sempre farlo domani mattina no ?
- No Oni chan, domani mattina Yoko andrà a scuola come tutti i giorni. Perciò sarà impossibilitata a mostrarti la città.
- In questo caso, potresti farlo tu. - Disse sua cugina.
- E lasciare incustodito il tempio ? - Domandò lei sorpresa.
- E chi vuoi che lo profani un tempio ? - Domandò sua cugina e continuò. - Rimaniamo cosi, domattina mi accompagni a conoscere la città.
- E va bene. - Iniziò lei e continuò guardando la ragazzina. - Grazie lo stesso dell'aiuto Yoko. Allora, cosa volevi sapere di Alex ? - La bambina fece delle domande e la sacerdotessa mentì su alcuni particolari mentre Oniko pensò. - " Sento che in questa città piena di umani, girino delle fonti di energia diversa dalla mia. Sono curiosa di sapere che origini hanno queste fonti. " - E disse a bassa voce. - Ma prima, devo trovare la risposta al mio quesito numero uno. Chi è stato a spedirmi nel corpo di quell'umano ?

Pianeta Aldebaran, nella stanza del trono di Jun. La stanza è in questo modo: Il pavimento è di piastrelle blu scuro, soffitto a cupola, la porta d'ingresso alla stanza si trova all'estremità sud. Il trono è al centro della stanza. Intorno alla stanza galleggiavano per aria delle fiamelle rosse. Seduta sul trono c'e la regina, sui 28 anni, occhi blu e capelli formati in un'unica treccia di colore blu. Altezza 1,80, carnagione mulatta. La treccia di capelli è attorcigliata intorno al braccio destro. Indossa una maglia con maniche lunghe nera, pantaloni grigi, scarpe senza tacco bianche alle spalle indossa un mantello blu. Alla sua destra c'e un'altra ragazza sui 28 anni, capelli lunghi fino a toccare terra biondi, altezza 1,80, occhi blu, carnagione mulatta. Indossa una maglia con maniche lunghe blu scuro, pantaloni neri e scarpe con tacco basso nere. La regina continuò. 
- Hai capito i miei ordini ?
- Non sono sorda. - E starnuti improvvisamente.
- Ma che... - Iniziò la regina e continuò dopo essersi alzata. - Ti senti be.. - E anche lei starnutì improvvisamente.
- Anche voi regina ? - Domandò Kiddy sorpresa da ciò.
- A quanto pare, siamo rimaste per troppi giò su quel pianeta primitivo.
- Concordo, volete che chiami l'edificatore ?
- Non penso che sia grave. A volte capita anche tra gli umani.
- Ma noi non siamo umani. Voi fate quello che volete regina, ma io chiamo l'edificatore.
- Fai come vuoi Kiddy, ma non penso che sia una cosa grave. Anzi. Ho deciso. Chiamerò mia figlia per chiederle consigli.
- Fate come volete. - Rispose lei che scomparì.

FINE.

Crediti:

Storia: Studio Mirai
Personaggio creato appositamente per questa storia: Oniko Mikashimi

Questo one shoot risponde ad un'unica domanda dopo l'ultimo episodio della terza serie di Backstage of Studio Mirai©.

Inizio one shoot alle 15:41 del 02/07/2015
Fermato alle 16:27 del 02/07/2015
Ripreso alle 13:00 del 04/07/2015
Fermato alle 15:34 del 04/07/2015
Ripreso alle 12:57 del 07/07/2015
Fermato alle 15:11 del 07/07/2015
Ripreso alle 11:01 del 05/08/2015
Fine one shoot alle 11:59 del 05/08/2015

Inizio correzione e adattamento alle 23:32 del 05/08/2015
Fermato alle 00:50 del 06/08/2015
Ripreso alle 09:39 del 06/08/2015
Fine correzione e adattamento alle 09:50 del 06/08/2015